Mi chiamano per una lesione comparsa quella mattina. La figlia mi apre la porta con una garza in mano: stava aiutando la madre a mettersi a letto e la gamba ha urtato lo spigolo del letto.
Non è un taglio
Una skin tear è una lesione traumatica causata da forze meccaniche: un urto, uno strisciamento, la rimozione di un cerotto, un trasferimento fatto con troppa fretta. Arriva al massimo al sottocute.[1] Se lo attraversa fino alla fascia sottostante si parla di lacerazione, che è un'altra cosa. Sulla zona pretibiale la distinzione pesa: una lacerazione pretibiale richiede un altro tipo di intervento, quindi la valutazione del medico o dello specialista.[4]
È una lesione acuta, e nell'anziano fa quasi sempre male perché arriva al derma, dove ci sono le terminazioni nervose.[1] Se viene trattata male, o se la persona ha altre patologie, può cronicizzare.

1 | lembo la porzione di cute sollevata, ancora attaccata da un lato |
2 | letto della lesione il fondo scoperto, dove si forma il tessuto nuovo |
Tipo 1: nessuna perdita di cute (lesione lineare, oppure con lembo che si può riposizionare fino a coprire il letto della lesione)
Tipo 2: perdita parziale del lembo (il lembo non copre tutto il letto)
Tipo 3: perdita totale del lembo (il letto della lesione è tutto scoperto)
Si classifica dopo aver riposizionato il lembo, non prima.[1] La nostra paziente è un tipo 2.
Il primo accesso
Prima il sanguinamento: pressione delicata e arto sollevato, perché così arriva meno sangue alla zona.[1] Solo nei rari casi di sanguinamento copioso, se la pressione non basta, si può usare un alginato, mai una garza secca, che si attaccherebbe al lembo.[1] Un alginato asciutto si toglie meglio se lo si inumidisce prima con fisiologica.
Poi detergo con fisiologica e asciugo la cute attorno tamponando; se c'è un ematoma lo tratto (nel nostro caso non c'è). Il lembo, se è vitale, lo riposiziono senza stirarlo, accompagnandolo con il dito o con un cotton fioc umido.[2] Se è difficile da riposizionare lo bagno con una garza umida, che lo reidrata e mi aiuta a rimetterlo al suo posto. Rimesso al suo posto, fa da medicazione naturale. A quel punto classifico la lesione e documento data, causa, tipo e misure.
Antibiotici e antisettici non servono di routine.[1] Controllo lo stato vaccinale antitetanico e lo segnalo al medico di medicina generale, che decide se serve altro. In ospedale c'è anche la colla cutanea, da usare entro 24 ore dal trauma;[2] a domicilio non ce l'ho.
Cosa ci metto sopra
Non esiste una fonte ufficiale che indichi un gold standard. Nella mia pratica uso il bendaggio, perché evita i cerotti: la medicazione a contatto con la lesione non deve attaccarsi al lembo e la fisso con una benda coesiva, senza adesivi.[1][2] Se la sede anatomica non permette di bendare, si valuta una medicazione a base di silicone.[1][3]
Nella mia pratica, sia sulla zona pretibiale del caso sia in generale sulle skin tears, uso una garza grassa, una garza sterile e una benda coesiva: un bendaggio. Solo in casi selezionati uso altro, come una schiuma in poliuretano o un idrogel, facendo attenzione alla macerazione. La medicazione la rinnovo dopo circa cinque giorni: cambi troppo ravvicinati trazionano il lembo.[1]
Da evitare: pellicole e idrocolloidi con adesivo forte, i cerotti di chiusura a strisce, che una volta si usavano e oggi non sono più una scelta preferita,[1][2] la garza semplice (si attacca al lembo e lo sposta) e i prodotti con iodio.[1] Un adesivo può danneggiare la cute fino a creare una skin tear: è il MARSI, di cui parla il glossario.[1] In ospedale possono esserci anche altri prodotti.
Da che parte si toglie
Sulla zona pretibiale fisso la medicazione con una benda coesiva, senza cerotti. Dove non si riesce a usarla, come sulla coscia o sul tronco, uso una medicazione a base di silicone.
Il principio vale per ogni medicazione: si toglie lentamente e nel verso del lembo, con un basso angolo di trazione, una controtrazione con un dito sulla cute e, se serve, un remover per adesivi (io uso quelli delle placche per stomie, purché senza alcol).[1] Tirare contro il lembo rischia di riaprire la lesione, con sanguinamento, dolore e guarigione più lenta. Con la benda coesiva, abitualmente tolgo la benda, inumidisco la garza e la rimuovo piano insieme alla medicazione.
Quando non posso usare la benda coesiva e metto una medicazione a base di silicone, con un pennarello scrivo sopra una freccia: si inizia a staccare dal lato opposto alla punta e si finisce alla punta, nel verso del lembo.[1] Mi serve a ricordare, al prossimo accesso, da che parte togliere.

1 | base del lembo la parte ancora attaccata alla cute (peduncolo) |
2 | punta del lembo la parte libera |
3 | verso di rimozione si parte dal lato opposto alla punta e si finisce alla punta |
Alla figlia spiego cosa fare e cosa no: non deve togliere nulla, il cambio lo faccio io; se la medicazione si bagna o si stacca le dico come comportarsi e cerco di capire la situazione, a volte con una foto, con il suo consenso e dal canale concordato.
Il lembo cambia colore
Al primo cambio, dopo circa cinque giorni, il lembo si è scurito.
Perché un lembo va in necrosi? Riceve sangue solo dal peduncolo, la parte che resta attaccata alla cute.[5] Nell'anziano la circolazione della cute è già ridotta e il trauma la compromette ancora di più, per questo la parte più lontana dal peduncolo è la più a rischio. Se il lembo viene stirato, si secca o ha un ematoma sotto, il sangue arriva ancora meno.
Prima di decidere guardo dove è scuro. Se il fondo della lesione è roseo e il tessuto scuro è solo sul lembo, penso a una necrosi del lembo; se si scurisce la cute perilesionale penso a un'ecchimosi data dal trauma, ed eventualmente all'assunzione di anticoagulanti se la paziente li prende. Il lembo necrotico lo riconosco dal colore, scuro e diverso dal resto, dalla consistenza, che tende a seccarsi e ad accartocciarsi invece di restare liscia, e dal tempo trascorso dal trauma.
Il lembo lo tolgo solo quando è chiaramente necrotico, mai prima: finché è vitale lo riposiziono.[1] Non dico che lasciarlo sia sbagliato, ma toglierlo riduce la colonizzazione batterica e permette di osservare il fondo della lesione. Il debridement meccanico si può fare a domicilio: dopo la detersione con fisiologica, se il lembo si stacca con facilità lo rimuovo con delicatezza, con pinza e garza. Se aderisce, o se per toglierlo servisse tagliare, non forzo e mi confronto con il medico di medicina generale o con lo specialista. Tolto il lembo, riclassifico: se è perso del tutto, la lesione diventa un tipo 3.[1]
Quando guarisce, e quando no
Una skin tear non complicata guarisce in 14-21 giorni, comunque entro circa quattro settimane.[1] Oltre è complicata e può cronicizzare; è più probabile agli arti inferiori e con altre patologie come diabete, edema, problemi di nutrizione. Se dopo tre settimane non migliora, rivaluto tutto: la causa, la medicazione, le patologie che rallentano la guarigione, e ne parlo con il medico di medicina generale.
Alla figlia chiedo di osservare e riferire, senza interpretare. Se la medicazione si bagna, si stacca o cade in mia assenza, mi dice se la lesione sanguina, se la paziente ha dolore, se la cute attorno è arrossata o calda, se c'è odore. Se ci sono segni di infezione o la lesione peggiora, lo segnalo al medico di medicina generale.
I fattori che predispongono alle skin tears riguardano la cute (fragile, secca, invecchiata), la mobilità e la salute generale, compresi nutrizione, idratazione e numero di farmaci.[1] Per prevenirle dico alla figlia di far indossare pantaloni e magliette a maniche lunghe, di applicare una crema idratante e di eliminare attrito e pressione.[1]
Come evolve la lesione
Caso ipotetico: le misure sono inventate, coerenti con il caso.
1 | Primo accesso (giorno 0) Lesione di circa 4 x 3 cm, skin tear di tipo 2 dopo il riposizionamento del lembo. Sanguinamento lieve fermato con la pressione, essudato scarso, cute attorno sottile con ecchimosi. Medicazione con garza grassa e garza sterile, fissata con benda coesiva, da rinnovare dopo circa 5 giorni. |
2 | Primo cambio (circa 5 giorni) Il lembo è scuro, il fondo è roseo: necrosi del lembo. Lo rimuovo con delicatezza se si stacca con facilità, poi riclassifico: tipo 3. Il letto della lesione, ora scoperto, misura circa 4 x 3 cm. Stessa medicazione: garza grassa, garza sterile e benda coesiva. |
3 | Dopo la rimozione Osservo il fondo a ogni cambio: colore, essudato, margini, cute attorno. Dopo circa 10 giorni la lesione misura 3 x 2 cm. Se la medicazione si stacca o cade in mia assenza, la figlia mi riferisce se la lesione sanguina e se c'è dolore, calore o odore. |
4 | Seconda e terza settimana I margini si avvicinano e la superficie si riduce: circa 1,5 x 1 cm a 17 giorni. La guarigione attesa è in 14-21 giorni. |
5 | Guarigione Cute chiusa, 0 cm, dopo circa 20 giorni, entro i tempi attesi. Resta la prevenzione: maniche e pantaloni lunghi, cute idratata, niente attrito o pressione. |
alternativa
Se dopo tre settimane non migliora
Rivaluto causa, medicazione e patologie associate, e coinvolgo il medico di medicina generale.
in sintesi
1 | Una skin tear arriva al massimo al sottocute: oltre è una lacerazione. |
2 | Si classifica a lembo riposizionato. |
3 | Se il lembo è vitale si riposiziona senza stirarlo; la medicazione a contatto non deve attaccarsi al lembo. |
4 | Ogni medicazione si toglie nel verso del lembo; una freccia sulla medicazione ricorda da che parte. |
5 | Il lembo si toglie quando è chiaramente necrotico. |
6 | Guarigione attesa in 14-21 giorni; oltre quattro settimane è complicata e va rivalutata. |
glossario
Lembo
Porzione di cute (epidermide e derma) staccata, in tutto o in parte, dalla sua sede per taglio, frizione o forza contusiva. Non è il lembo creato a scopo terapeutico, come in un innesto.
Peduncolo
Parte del lembo che resta attaccata alla cute e da cui il lembo riceve il sangue.
Lacerazione
Taglio di cute e tessuti che attraversa il sottocute; non è una skin tear.
MARSI
Lesione cutanea causata da un adesivo medicale (dall'inglese medical adhesive related skin injury). Comprende le skin tears da adesivo, ma anche vesciche, dermatiti e macerazione, purché siano causate da un adesivo.
Debridement meccanico
Rimozione del tessuto devitalizzato con un'azione fisica, per esempio con garza o con una pinza, senza taglio.
NotaI contenuti hanno finalità formative e non sostituiscono la valutazione clinica del singolo caso né le indicazioni del medico e degli specialisti coinvolti. Le scelte assistenziali vanno sempre adattate alla persona e al contesto in cui si opera.
bibliografia
1 | Nokaneng E, Heerschap C, Thayer D, et al. International Skin Tear Advisory Panel. Best practice recommendations for the prevention and management of skin tears in aged skin. 2nd ed. London: Wounds International; 2025. https://woundsinternational.com/consensus-documents/best-practice-recommendations-for-the-prevention-and-management-of-skin-tears-in-aged-skin-2nd-edition/ |
2 | LeBlanc K, Campbell K, Beeckman D, et al. International Skin Tear Advisory Panel. Best practice recommendations for the prevention and management of skin tears in aged skin. London: Wounds International; 2018. |
3 | LeBlanc K, Woo K. A pragmatic randomised controlled clinical study to evaluate the use of silicone dressings for the treatment of skin tears. Int Wound J. 2022;19(1):125-134. https://doi.org/10.1111/iwj.13604 |
4 | Samuriwo R, Holloway S, Ousey K, LeBlanc K. Critical analysis of the consensus document on current advances in risk assessment, prevention, and treatment of skin tears. A response from ISTAP. J Wound Manag. 2024;25(2):77-80. https://doi.org/10.35279/jowm2024.25.02.07 |
5 | Moradian S, Klapper AM. A novel way to treat skin tears. Int Wound J. 2016;13(2):283-286. https://doi.org/10.1111/iwj.12426 |

