Chi assiste una persona con una lesione si trova spesso davanti allo stesso dubbio: quello che si vede è normale, oppure è il caso di avvisare qualcuno? Il timore di disturbare convive con quello di sottovalutare qualcosa di importante. È una difficoltà comprensibile, perché distinguere non è semplice per chi non ha una formazione sanitaria.
Il primo punto da chiarire è che segnalare non è disturbare. Chi assiste vede la lesione e la persona ogni giorno, molto più spesso dei professionisti che passano a intervalli. Questo sguardo quotidiano è prezioso: accorgersi per tempo di un cambiamento e riferirlo è già una parte della cura.
Alcune variazioni possono rientrare in ciò che è previsto. L'aspetto di una lesione può cambiare da un giorno all'altro, e una certa quantità di liquido, l'essudato, può essere attesa. Stabilire che cosa sia normale, però, spetta ai professionisti: la valutazione resta a loro. A chi assiste si chiede di osservare e riferire, senza dover interpretare.
Ci sono cambiamenti che riguardano la lesione e la cute intorno, chiamata cute perilesionale: per esempio un dolore nuovo o in aumento, un rossore che si allarga, calore o gonfiore, un essudato molto diverso per quantità, colore o odore, oppure una medicazione che non tiene. Sono variazioni da comunicare, senza che debbano per forza generare allarme.[1] In questi casi vanno avvisati l'infermiere di riferimento e il medico di medicina generale: è spesso utile informarli entrambi.
Altri segnali riguardano tutta la persona e non solo la lesione: la febbre, un malessere generale, i brividi, uno stato di confusione o un peggioramento rapido delle condizioni. Quando sembra coinvolto l'organismo e non più soltanto la lesione, è importante che il medico di medicina generale ne sia informato, direttamente o attraverso l'infermiere.[1]
C'è poi un accorgimento che rende la segnalazione molto più utile: preparare la telefonata. Un generico "sta peggio" dice poco a chi risponde. Bastano poche informazioni, raccolte prima di chiamare, per capire in fretta la situazione e decidere meglio.
Prendi nota: cosa annotare prima di chiamare
| da quando è cambiato qualcosa; | |
| che cosa è diverso rispetto ai giorni precedenti; | |
| se c'è dolore e quanto è forte; | |
| se è comparsa la febbre, con la temperatura misurata; | |
| se si sente un odore nuovo provenire dalla lesione; | |
| se la medicazione si è staccata, bagnata o sporcata. |
Nel dubbio, è meglio chiedere. A chi assiste si chiede di osservare con attenzione e riferire quando qualcosa cambia; riconoscere ogni sfumatura è compito dei professionisti, che valuteranno se e come intervenire.
NotaI contenuti hanno finalità informative e non sostituiscono la valutazione di un professionista. In presenza di dubbi o cambiamenti, è sempre opportuno contattare l'infermiere di riferimento o il medico di medicina generale.
bibliografia
1 | Swanson T, Ousey K, Haesler E, et al. IWII Wound Infection in Clinical Practice consensus document: 2022 update. J Wound Care. 2022;31(Sup12):S10-S21. https://doi.org/10.12968/jowc.2022.31.Sup12.S10 |

