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La lesione è cambiata. Quando chiamare l’infermiere?

13 settembre 2026 3 min di lettura

Riconoscere i segnali che meritano una telefonata, senza allarmarsi

La lesione è cambiata. Quando chiamare l’infermiere?
per pazienti e caregiver

Chi assiste una persona con una lesione si trova spesso davanti allo stesso dubbio: quello che si vede è normale, oppure è il caso di avvisare qualcuno? Il timore di disturbare convive con quello di sottovalutare qualcosa di importante. È una difficoltà comprensibile, perché distinguere non è semplice per chi non ha una formazione sanitaria.

Il primo punto da chiarire è che segnalare non è disturbare. Chi assiste vede la lesione e la persona ogni giorno, molto più spesso dei professionisti che passano a intervalli. Questo sguardo quotidiano è prezioso: accorgersi per tempo di un cambiamento e riferirlo è già una parte della cura.

Alcune variazioni possono rientrare in ciò che è previsto. L'aspetto di una lesione può cambiare da un giorno all'altro, e una certa quantità di liquido, l'essudato, può essere attesa. Stabilire che cosa sia normale, però, spetta ai professionisti: la valutazione resta a loro. A chi assiste si chiede di osservare e riferire, senza dover interpretare.

Ci sono cambiamenti che riguardano la lesione e la cute intorno, chiamata cute perilesionale: per esempio un dolore nuovo o in aumento, un rossore che si allarga, calore o gonfiore, un essudato molto diverso per quantità, colore o odore, oppure una medicazione che non tiene. Sono variazioni da comunicare, senza che debbano per forza generare allarme.[1] In questi casi vanno avvisati l'infermiere di riferimento e il medico di medicina generale: è spesso utile informarli entrambi.

Altri segnali riguardano tutta la persona e non solo la lesione: la febbre, un malessere generale, i brividi, uno stato di confusione o un peggioramento rapido delle condizioni. Quando sembra coinvolto l'organismo e non più soltanto la lesione, è importante che il medico di medicina generale ne sia informato, direttamente o attraverso l'infermiere.[1]

Attenzione: i numeri da conoscere

112, il numero unico di emergenza (dove non è ancora attivo, il 118): per le situazioni che richiedono un intervento immediato, come un sanguinamento abbondante che non si arresta o un peggioramento improvviso e grave delle condizioni generali, per esempio una difficoltà a respirare o una persona che non risponde.
116117, la continuità assistenziale (la ex guardia medica): per i problemi non urgenti che non possono aspettare, di notte e nei giorni festivi, quando il medico di medicina generale non è raggiungibile. È attivo in Lombardia e in diverse altre regioni; dove non c'è ancora, il numero della continuità assistenziale si trova sul sito della propria azienda sanitaria.

C'è poi un accorgimento che rende la segnalazione molto più utile: preparare la telefonata. Un generico "sta peggio" dice poco a chi risponde. Bastano poche informazioni, raccolte prima di chiamare, per capire in fretta la situazione e decidere meglio.

Prendi nota: cosa annotare prima di chiamare

da quando è cambiato qualcosa;
che cosa è diverso rispetto ai giorni precedenti;
se c'è dolore e quanto è forte;
se è comparsa la febbre, con la temperatura misurata;
se si sente un odore nuovo provenire dalla lesione;
se la medicazione si è staccata, bagnata o sporcata.

Nel dubbio, è meglio chiedere. A chi assiste si chiede di osservare con attenzione e riferire quando qualcosa cambia; riconoscere ogni sfumatura è compito dei professionisti, che valuteranno se e come intervenire.

NotaI contenuti hanno finalità informative e non sostituiscono la valutazione di un professionista. In presenza di dubbi o cambiamenti, è sempre opportuno contattare l'infermiere di riferimento o il medico di medicina generale.

bibliografia

1
Swanson T, Ousey K, Haesler E, et al. IWII Wound Infection in Clinical Practice consensus document: 2022 update. J Wound Care. 2022;31(Sup12):S10-S21. https://doi.org/10.12968/jowc.2022.31.Sup12.S10
Riccardo
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